sabato 31 dicembre 2011

Pensierini di fine anno.

Ci siamo, un altro anno sta terminando e come al solito si tirano le somme di questi dodici mesi appena trascorsi.

Bene: esaurita la più classica delle banalità, cominciamo.

Subito va il mio più caloroso grazie ad Angela Merckel, che se tanto tanto ha fatto pressione perchè il nano se ne andasse, non è stata una cattiva idea; certo l'ha fatto per l'euro, ma gli italiani onesti, le sono debitori, visto che un parlamento corrotto, non era riuscito nell'intento.

Ecco, tracciato il solco, continuiamo: l'anno finisce senza l'ingombrante presenza di Berlusconi, la cui facciona da tutti i TG e giornali non ci manca per nulla.

Nel buio più nero in cui eravamo caduti, qualche luce si sta facendo strada; la rivolta della povera gente a tutte le latitudini, contro le ingiustizie, contro una crisi creata dalle banche e dalla povera gente pagata; dagli studenti a Roma presi a bastonate, perchè quei criminali volevano una scuola migliore e sperare in un futuro che al momento non hanno.

Chiamateli Indignatos, incazzati, disperati, sognatori, No Tav; per me sono il sintomo di un malessere, di un qualcosa che non va, sussulti di un terremoto, che spero arrivi presto a sovvertire questo stato di cose, che molti, sempre di più, non sopportano.

Sussulti che hanno sconquassato l'Egitto, la Libia, la Siria, la Grecia e presto anche questo paese addormentato, che comincia a svegliarsi dopo anni di coma indotto.

C'è da costruire un paese dal basso, come nel dopoguerra, sulle macerie lasciate da una classe politica tra le peggiori che la storia ricordi.

Purtroppo Berlusconi e la sua cricca sono ancora lì, come tutti gli inutili parlamentari (non eletti dal popolo) a ingrassarsi con le nostre tasse (quelle sì sempre più alte) mentre hanno delegato ad altri il compito di governare il paese.

Pensate l'assurdo, paghiamo questa gente, esclusivamente per dare l'appoggio ad un governo tecnico, a seconda o meno che non vada ad interferire con il loro interessi.

Un ultima cosa, buona: finalmente qualcosa si muove, la barbara usanza dei botti di capodanno, in alcune grandi città verrà vietata. L'inutilità di questa pratica è ormai nota: oltre a rompere i coglioni alla gente, ad uccidere e spaventare a morte miglia di animali innocenti e a produrre centinaia di mutilati e alcuni morti, non servono a niente.

In via del tutto eccezionale, propongo l'inserimento di un corposo petardo (assolutamente illegale) nel vano posteriore di queste "meritevoli" persone/categorie:
  • Berlusconi e TUTTI i componenti del suo fallimentare governo.
  • Il 95% dei Parlamentari e Senatori della Repubblica Italia.
  • I corrotti e corruttori di ogni genere.
  • La gerarchia dello Stato Vaticano, tutta, salvando solo i preti di periferia, quelli davvero in prima linea contro il degrado che avanza.
  • I banchieri e speculatori, che hanno creato e speculato sulla crisi da loro creata ad arte per potersi ingrassare a dismisura.
  • I capitalisti e padroni, che sempre in nome della crisi, chiudono e riaprono le fabbriche in altri paesi, per poter quadagnare sempre di più, dicendo che la cosa è globalizzata oppure ti costringono a contratti capestro solo per avere il "privilegio" di un posto di lavoro.
  • I padroni per cui la vita di un essere umano non deve interferire con il profitto.
  • I cacciatori in ogni loro rappresentazione: d'avorio, di foche, di balene, di qualunque forma vivente sicuramente migliore della loro.
  • Gli stupratori, i vili, i falsi.
  • Chi pratica la vivisezione, sapendo che non serve a niente.
  • Chi si ingrassa con il traffico di armi, droga, animali, persone.
Sicuramente ho dimenticato qualcuno, e me ne dispiace.
Non dimentico invece, chi da sempre mi è vicino e nel cuore.

Buon Anno.






martedì 13 dicembre 2011

Ogni giorno in Italia

Ogni giorno in Italia, si sveglia un lavoratore,
sa che dovrà fare del suo meglio per portare a casa lo stipendio,
saluta la sua famiglia e va sul luogo del lavoro.
Quello che non sa, è che forse non tornerà a casa la sera.


Ora che ti chiami Gennaro, Mohamed, Carlo, Anna, o Francesco; se fai il muratore, o l'operaio,
se hai cinquant'anni o venti, sul lavoro non si dovrebbe morire.


Di lavoro si deve poter vivere, non morire.
Invece OGNI giorno, in Italia, circa due lavoratori non tornano a casa la sera.


Le chiamano morti bianche, perché non hanno un nome, sono solo numeri, non fanno neanche più notizia, perchè dovrebbe.


Francesco un nome lo aveva, aveva 20 anni, dei sogni, una vita; ora non l'ha più.

Come lui tanti lavoratori e lavoratrici, che sono morti per portare a casa un pezzo di pane, come lui avevano dei sogni, una vita; ora non ce l'hanno più.

E' una strage silenziosa di cui nessuno si indigna più.
Domani altri Francesco, perderanno la vita, ma non fa più notizia.
Adesso ci riempono la testa con l'economia, con i tassi d'interesse, e poi tra poco è Natale, va tutto bene.

Il governo Monti, ci regalerà una promessa;
Potremo morire al lavoro fino a 66 anni.

martedì 6 settembre 2011

Senza Parole

Dunque dove eravamo rimasti?
Ah sì: la crisi non esisteva, l'Italia era un paese con il vento in poppa, il sole era alto, i sondaggi lo davano al 99% dei consensi e tutti eravamo felici e contenti.

Poi si sono "accorti" che la crisi c'è, si sono affannati a sfornare una manovra finanziaria con i soliti crismi; si colpiscono le pensioni, le fasce deboli, i lavoratori, si taglia di qua e di là, si mettono nuovi ticket e il gioco è fatto! Sperando di racimolare un pò di soldi, per rassicurare i mercati che infatti ci puniscono giornalmente.

Ovviamente non si sono sognati di andare a combattere l'evasione fiscale, i grandi patrimoni, tagliare le spese militari, i privilegi del Vaticano, ridurre in modo significativo le spese della "casta" da NOI pagata.

Il peggior governo della storia della Repubblica Italiana, è riuscito nel non facile intento, di portare alla completa rovina, questo paese, mangiando tutto quello che c'era da mangiare, e lasciandoci con le pezze nel culo.

Io mi domando e dico, come abbiamo potuto permettere, che una mandria di puttane, corrotti, faccendieri, politici da strapazzo, gente mediocre, ci portasse al fallimento?

Come abbiamo potuto permetterglielo?
Come mai la grande maggioranza degli Italiani per anni abbia chiuso due occhi su quello che stava accadendo e tuttora accade.

Ho fatto poco, lo ammetto, non aver mai votato per il nano, non mi esenta dal fatto che avrei dovuto fare di più, dire "lo avevo detto" non mi fa sentire meglio.

Andate a vedere i post pubblicati su questo blog, non dico bugie, non ne ho bisogno. Rimane l'amarezza nel vedere il mio paese che va a rotoli,e non poter fare niente per impedirlo.

Mi vergogno di essere Italiano, scrissi tempo fa; adesso me ne vergogno un pò di più.
Che questo è un paese di merda, non l'ho detto io.

Concludo con una cosa che mi ha colpito: un gruppo di scimmie usate per "scopi scientifici" dopo trent'anni sono state liberate e hanno visto per la prima volta la luce del sole. Ebbene una volta fuori, si sono abbracciate, ebbre di gioia, sembravano impazzite.
Ecco quello mi ha scaldato il cuore.

Chissà quando, anche noi, torneremo a rivedere il sole e ad abbracciarci.

venerdì 1 aprile 2011

Trecento.

Se dico trecento, in linea di massima viene subito alla mente, i trecento valorosi spartani che si opposero a Serse nella gola delle Termopili.
Tra mito e realtà quell'episodio, ha comunque il sapore dell'eroismo, di uomini valorosi, che si sacrificarono, davanti ad un nemico enormemente superiore a loro, per difendere la loro città, le loro famiglie, la libertà.
Oggi non voglio parlare di quegli eroi, ma di altri.
Sono sempre trecento, ma sono tecnici, operai, vigili del fuoco, soldati.
Sono coloro che di fronte hanno un nemico invisibile, mille e mille volte più pericoloso delle armate di Serse.
Sono coloro che hanno deciso di restare alla centrale nucleare di Fukushima, per evitare danni se possibili maggiori.
Sono condannati lo sanno già, come Leonida e i suoi spartani, solo che loro potevano scappare, ma non l'anno fatto.
Sono eroi.
La situazione in Giappone è ogni giorno più tragica, dai primi giorni dove andata tutto bene, dove tutto era sotto controllo, al più disastroso dei disastri, di cui non vediamo ancora la fine.

Anche alla follia umana non c'è mai fine, solo qualche mese fa il nucleare era la panacea alla fame di energia che attanagliava il mondo, adesso è il drago a tre teste da debellare.
Il nostro governo, parlava di nucleare come condizione irrununciabile per lo sviluppo del paese, adesso, ha cancellato letteralmente la parola dal dizionario per non perdere consensi.
Fantastico.
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
Questa massa di incompetenti che ci governa, che pensa solo alle poltrone e a elargirle agli amici degli amici, volevano metterci in casa questi mostri, mentre ancora non sappiamo dove mettere i rifiuti della Campania, e gli immigrati del Nord Africa.
Questi biechi personaggi, stanno assassinando un paese intero, privandoci della nostra dignità e di un futuro decoroso; maledetti.
Adesso e solo adesso si rendono conto che la scelta del nucleare è la follia delle follie, andando contro la volontà popolare, che già si era espressa in maniera contraria, anni fa, e disgiungendo le date delle prossime elezioni dal nuovo referendum, proprio per non far raggiungere il quorum e farlo fallire; spendendo tra le altre cose, trecento milioni di euro, che potevamo impiegare meglio.
Maledetti.

Intanto la nube radioattiva, è arrivata da noi, ma non dobbiamo preoccuparci, dicono.
Intanto il vento soffia ancora.

giovedì 17 marzo 2011

Pensieri d'Italia.

Oggi 17 marzo si festeggia il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia.

Personalmente non me ne frega un bel niente.
Probabilmente perchè mi vergogno di essere Italiano.
Probabilmente perchè non vedo cosa ci sia da festeggiare, quando un intero partito che fa parte della maggioranza di governo, non si riconosce in questo evento.

Perchè dovrei festeggiare un evento, non dovuto da un movimento spontaneo, popolare, ma imposto con la forza dagli Italiani del nord agli Italiani del sud che così bene stavano con i Borboni?
Per diventare poi, grazie all'Unità d'Italia, una delle zone più povere di tutta Europa.
Caspiterina, c'è davvero di che esserne contenti.
E ancora, dove siamo uniti, in cosa? Politicamente siamo un paese spaccato a metà, senza dialogo, convinti i due schieramenti di avere la ragione dalla loro parte.
Fino all'altro ieri, discutevano se era o meno il caso di festeggiare il suddetto giorno, per non perdere il giorno lavorativo, quando la cassa integrazione ha raggiunto cifre da record.

Perchè non si festeggia a Bolzano (Italia) perchè non si festeggia Lampedusa (Italia)
Perchè non festeggiano i precari, i disoccupati, i lavoratori che lottano per non perdere il posto di lavoro, i delusi, gli emarginati.
Perchè non si sentono Italiani, come me.
Perchè sono stanchi di essere presi per il culo, da persone che non li rappresentano, e mai li rappresenteranno, perchè hanno perso la fiducia e la speranza, come me.

Mentre oggi va di moda l'inno di Mameli, mi viene in mente una canzone del signor G:
"io non mi sento Italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono......."


venerdì 4 febbraio 2011

Ogni giorno.

Ogni giorno mi sveglio e mi vergogno di essere Italiano.
Ogni giorno mi sveglio e mi vergogno di essere un essere umano.

Ogni giorno mi sveglio e mi vergogno di abitare in un paese dove il presidente del cosiglio, ha perlomeno una decina di processi pendenti, che si rifiuta di presentarsi davanti ai giudici, e si fa le leggi "su misura" proprio per evitare che quella giustizia che lui dovrebbe rappresentare gli chieda conto dei reati contestati.


Nel mio paese, i morti sul lavoro da seimila euro al mese, con un mitra in mano, in paesi stranieri, li chiamano eroi; i morti sul lavoro per un pugno di euro, li chiamano "morti bianche".

Nel mio paese, un giovane su quattro, no su tre, tra poco su due, non trova lavoro, siamo tra gli ultimi in Europa.

Nel mio paese, chi tra mille sacrifici riesce a laurearsi, con merito, se va bene trova lavoro presso un call center, sfruttato e malpagato.

Nel mio paese, i ricercatori in gamba devono andarsene dal loro paese, perchè non ci sono i fondi per i loro studi le loro ricerche, mentre per il maggior numero di auto blu al mondo, i soldi ci sono.
Nel mio paese, le carceri sono pieni di rubagalline, mentre i veri ladri hanno una poltrona nei vari rami del parlamento.

Nel mio paese, il ministro dell'Interno ha una condanna definitiva per resistenza a pubblico ufficiale, proprio colui che le forze dell'ordine le comanda.

Nel mio paese, per mesi ci hanno raccontato che la crisi non esiste, poi che ne saremmo usciti meglio degli altri, poi che sta finendo e davanti allo sfascio evidente, non ne parlano più.
Nel mio paese, la vera forza lavoro, è tassata, vessata, umiliata.

Nel mio paese, ci sono milioni di persone sotto la soglia di povertà, di famiglie che non arrivano più a metà mese, persone che vivono della misera pensione dei genitori, e li chiamano "bamboccioni".

Nel mio paese, ci sono decine di imprenditori, che si sono suicidati, perchè non riuscivano a pagare dipendenti e fornitori, per la vergogna.

Nel mio paese, abbiamo una intera classe politica senza vergogna.

Nel mio paese, abbiamo un Presidente della Repubblica, che sa solo dire di smorzare i toni, mentre un intero paese, va a scatafascio.

Nel mio paese, se scendi in piazza a protestare sei un eversivo.

Nel mio paese, vogliono mettere le centrali nucleari, andando contro la volontà popolare.
Nel mio paese, tra poco si festeggerà L'Unità d'Italia, quando uniti non lo siamo mai stati.

Nel mio paese, vanno avanti solo i furbi, i raccomandati, se hai delle conoscenze, se sei gnocca e sopratutto se la dai alle persone che contano.

Nel mio paese, ogni anno muoiono sul lavoro migliaia di padri e figli di famiglia, non fanno più neanche notizia.

Nel mio paese, ogni anno muoiono, sulle strade, migliaia di padri e figli di famiglia, ma invece di potenziare i controlli, tagliano i fondi per le forze dell'ordine, e mettono gli autovelox, così i comuni fanno cassa.

Nel mio paese, la pressione fiscale è tra la più alta in Europa, e i servizi sociali tra i più scadenti.

Nel mio paese, è allo sbando praticamente tutto, dalla scuola alla sanità alla giustizia, alla pubblica amministrazione, eppure chi ci gorverna va in televisione, e sorride, sorride sempre; la stragrande maggioranza delle gente sorride un pò meno.

Nel mio paese, che ha dato i natali a Giotto, Raffaello, Leonardo da Vinci e tanti altri ci dicono che con la cultura non si mangia, giusto, con le televisioni commerciali si.

Nel mio paese, non c'è più uno straccio di morale, di dignità del singolo, di solidarietà con chi è meno sfortunato, esiste solo "io" e non "noi" .

Nel mio paese, tra qualche anno non erogheranno più le pensioni, ma non te lo possono dire,
infatti chi tengono buoni con il calcio, trasmissioni televisive dementi, ci hanno addormentato, imbuonito, mentre ce lo stanno mettendo nel culo, senza neanche chiederci permesso.

Nel mio paese, ci stanno avvelenando piano piano, l'anima e il corpo, devastano e inquinano quello che era considerato uno dei più bei paesi al mondo.

Nel mio paese, vogliono privatizzare anche l'acqua, la dignità quella ce l'hanno già presa.

Adesso sapete perchè, ogni giorno mi sveglio la mattina e mi vergogno di essere Italiano.


Sono un essere umano,
appartengo alla razza superiore, quella che in lungo e largo domina su questo pianeta.

Sono un essere umano, sono un eletto, sono nato dalla parte giusta, posso disporre della Terra e delle specie inferiori come voglio.

Ho piegato la Natura ai miei voleri, ho piegato le altre specie inferiori ai miei voleri, e me ne servo per nutrirmi e qualsiasi altro scopo mi venga in mente, per i miei bisogni.

Sono nato dominatore, ci sono voluti qualche milione di anni ma alla fine, comando io.

Ho colonizzato qualunque angolo del pianeta, ho creato la civiltà, ho sviluppato il progresso il benessere per i miei simili.

Allora perchè mentre scrivo stanno morendo di fame, decine di esseri umani come me.

Allora perchè il Nord del pianeta è fortemente sovralimentanto, il Sud è fortemente sottoalimentato.

Allora perchè ci sono così tante disegualglianze, proprio tra noi esseri umani.

Allora perchè, ci dividiamo in classi sociali, religione, colore della pelle, nazionalità, pensiero politico o d'opinione.

Allora perchè non siamo tutti uguali, non abbiamo gli stessi diritti e doveri.

Allora perchè ci sono tante ingiustizie, tante divisioni, tante tensioni, tanta rabbia.

Allora perchè non ci chiamiamo fratelli, tu che hai due braccia come me, un cuore come, respiri come me, hai dei sentimenti come me, non importa da dove vieni e se diverso è il tuo colore della pelle e la tua cultura o un altro pensiero.

Perchè siamo esseri umani, i più imperfetti tra gli imperfetti; crediamo di essere gli eletti, siamo quelli che non abbiamo saputo integrarci in questo mondo.

Della Terra stiamo depredando tutto, ogni cosa, senza rispetto, selvaggiamente.

Siamo destinati alla estinzione, pensando al dio denaro, all'oggi e non al domani, senza avere ancora capito, che un giorno, lasceremo questo mondo, nudi come siamo nati.

Senza avere capito, che di questo dono potevamo bearci tutti, e non pochi, che potevamo sviluppare un economia rispettosa dell'ambiente che ci circonda, usare la conoscenza per comprendere e non per distruggere, collaborare e non combattere.

Abbiamo invento il progresso per pochi, abbiamo inventato la guerra per un pezzo di terra, ma la terra è di tutti, l'aria è di tutti, il sole e il mare, le montagne, la magia di un'arcobaleno, è di tutti, il silenzio della neve che scende, i colori struggenti di un tramonto, o il mutare delle stagioni.

Siamo colpevoli verso i nostri fratelli, con due braccia come noi, un cuore come noi, respiri come noi, dei sentimenti come noi, figuriamoci verso le specie "inferiori" .

Lasciamo morire di fame di sete di stenti milioni di persone, perchè dovrei interessarmi degli animali?

Giusto, loro si sono adattati all'ambiente, uccidono solo per nutrirsi, e non per un parcheggio, per gelosia, per soldi, per religione, per una parola di troppo, per un pezzo di terra, per noia.

Adesso chi è la "razza inferiore" loro che senza di noi starebbero benissimo in armonia con la natura, o noi che la natura la stiamo distruggendo, distruggendoci a vicenda.

Ho letto di recente che in Canada, hanno ammazzato cento cani da slitta perchè non servivano più, giusto niente turisti, erano diventi solo un costo.
Cuori, occhi e sangue come noi.
Li hanno ammazzati in maniera talmente maldestra, che rasentiamo la follia, umana ovviamente.
Cuori, occhi e sangue come noi.
Mi stupisco ancora, mi indigno ancora, non mi rassegno a tanta barbarie, dovrei in fondo, si ammazzano i cuccioli di foca, stando bene attenti a non rovinarle il pelo, si estrae la bile dagli orsi, tenendoli in vita, mentre loro cercano di mutilarsi per porre fine ad una simile tortura; potrei continuare all'infinito, mi fermo qui.

Adesso sapete perchè, ogni giorno mi sveglio la mattina e mi vergogno di essere un essere umano.

venerdì 17 dicembre 2010

Pensieri sotto zero.

Adesso è ufficiale: il governo più dannoso della storia della repubblica continuerà a "non fare" grazie a tre, dico tre voti in più, di un opposizione che non c'è.

In effetti la notizia non c'è, sono cose che sapevamo già.

La cosa nuova è questa: in occasione del voto di fiducia alla camera, se ne sono dette di tutti i colori, sono volati stracci come si suol dire.

Insulti, botte da orbi, un edificante spettacolo insomma.

Gli stessi personaggi, che poco dopo, commentando il sacco di Roma, si sono indignati per tanta violenza.

Ma come... loro possono darsele di santa ragione, in un luogo istituzionale, darsi della puttana, mangiare fette di mortadella, sfoderare tutti gli insulti possibili e immaginabili, mentre quei "pezzenti", a cui hanno rubato il futuro, non possono manifestare.
Fantastico.

Finalmente qualcuno ha detto pubblicamente che il nano vuole stare al potere, non per governare, ma per non finire dritto dritto in una delle tante aule di tribunale, che lo aspettano per i suoi tanti processi.

La cosa buffa è che a svelare il segreto di Pulcinella, sia stato quel Fini che, con il nano, ha contribuito a fondare il PDL e non la (finta) sinistra.
Fantastico.

Nel marasma generale, stanno sorgendo una marea di gruppi dai nomi più fantasiosi...ma noi non avevamo un sistema bipolare?

Suggerisco alcune ipotesi, pronte all'uso:
Polo Nord, Polo Sud, Polo positivo, Polo negativo, Polo per L'Italia dei valorosi, Polo il partito con la gente intorno, Polo anch'io, Polo cristiano, Polo del popolo, PoPoPoPoPoooooo.

Ormai non ci stupiamo più di niente.
Fini, Casini, Rutelli, formano il terzo polo e il PD che fa, invece che cercare un intesa con Di Pietro e Vendola, guarda ai vecchi nemici per cercare una strategia comune.
Fantastico.

Poi si stupiscono se continuano a perdere consensi.

Ieri sera alla trasmissione di Santoro, ci sono stati tanti motivi di riflessione. La cosa che mi ha colpito di più è stato un intervento di un giornalista che
, dialogando con il giovane in tribuna, gli ha preannuciato che i veri nemici dei giovani sono i pensionati che gravano sul bilancio statale non permettendo di investire nel futuro dei giovani.
Fantastico.

E io pezzo di merda, che ho sempre pensato, che le vere "zavorre" di questo santo paese, fossero la malapolitica, il malaffare, l'intreccio mafia/stato, chi si è arricchito non pagando le tasse, i top manager fallimentari strapagati, una classe dirigente negligente inconcludente capace solo di fondi neri e fottere il prossimo.

E invece sono "loro" i veri nemici, i pensionati; coloro i quali, dopo aver lavorato tutta la vita per pagare le pensioni ad altri, compresa quella dei politici, adesso vorrebbero godersi la loro.
Fantastico.

In sostanza; siamo di fronte ad un paese diviso, spaccato, dove le varie fazioni si attribuiscono le colpe del macello che loro stessi hanno creato.

Ma lo volete capire, cari politici del cazzo, che non ci sono "noi" e "loro" che siamo tutti sulla stessa barca.

Che c'è un paese che sta franando, che c'è un paese incazzato nero, che non ce la fa più delle vostre puttanate, dei bla bla.

C'è un paese che scende in piazza da anni, senza che nessuno lo ascolti.
Giovani studenti, precari, disoccupati, preoccupati, docenti, ogni categoria è scontenta, persino le forze dell'ordine, state scontentando tutti.

Mentre voi vi insultate in Parlamento FUORI c'è un paese che aspetta risposte e voi fate finta di niente.
Maledetti.

Quello che è successo a Roma è sintomatico, la gente ve lo sta dicendo a chiare lettere:" Ci siamo rotti i coglioni."

Una volta la classe operaia andava in paradiso, adesso va sui tetti.
Fantastico.



giovedì 16 dicembre 2010

Lettera a Babbo Natale.

Caro Babbo Natale,
volevo se possibile scriverti la mia personalissima lista dei desideri per questo Natale che si sta avvicinando.

Per prima cosa vorrei un pò di serenità per me e per le persone care, se mi passi il termine di pace interiore; e perchè no anche due soldini che non guastano mai.
Vorrei che sparisse senza tanto clamore il 99% dei politici che siedono non so a che titolo nei due rami del parlamento, visto che nessuno li ha votati.
Vorrei la fine del Berlusconismo, del malaffare, dei corrotti, dei corruttori, di tutti i politicanti a tutti i livelli.
Vorrei che scomparisse ogni forma di mafia, qualunque nome abbia.
Vorrei non vedere più la fame, la sete, le ingiustizie nel mondo.
Vorrei un futuro, per il giovani, un presente per chi giovane non è più.
Vorrei un mondo più equo dove non comandi solo chi ha i soldi e il potere.
Vorrei più rispetto verso i più deboli, gli animali, gli emarginati.
Vorrei alle prossime elezioni, che il Movimento 5 stelle prendesse il 40% dei voti.
Vorrei vivere in un paese normale, dove si possa studiare e lavorare nella consapevolezza, di contribuire alla crescita di questo paese.
Vorrei sapere perché la crisi, creata dai banchieri, la pagano la povera gente, e alla povera gente tagliano le "loro" pensioni, i "loro" diritti, il "loro" futuro.

Vorrei queste cose di tutto cuore,

Ma adesso che ci penso, Babbo Natale ti sto chiedendo troppo;
grazie comunque per averla letta.

domenica 26 settembre 2010

Fuori come và?

Lo so rischio di essere ripetitivo,
dici sempre le stesse cose,
correrò il rischio.

Dunque, l'occupazione giovanile è "circa" al 28% questo vuol dire che " circa" un giovane su 4 non ha un occupazione, mentre gli altri se va bene, hanno contratti a termine, cioè non hanno un lavoro, buongiorno.
Le nostre aziende chiudono o delocalizzano, quindi altri posto di lavoro persi; Sergio Marchionne lancia le nuove direttive del rapporto sindacale" o così o lascio la produzione all'estero" quando il così è di fatto un ricatto al ribasso, spaccando di fatto il fronte sindacale, lasciando più soli gli operai.
Perchè il vero problema, secondo questa gente, sono gli esorbitanti stipendi della gente che lavora.
Non quello di Marchionne che è "circa" quattrocento volte lo stipendio di un operaio medio.
Non quello dei nostri politici, che prendono "circa" ventimila euro al mese, più tutto il resto ovviamente.

C'è una scuola pubblica allo sfacelo,
C'è una sanità allo sfacelo,
C'è un sistema giudiziario allo sfacelo,
C'è una crisi che sta devastando il nosto paese, in lungo e in largo,
C'è la presidente di Confindustria che dice, che il peggio è passato, ma che in fondo con un di buona volontà ne usciremo fuori.
E di fronte a tutti questi problemi di che cosa si occupano tutti i media?
Della casa a Montecarlo dell' on. Fini...........

Non ci credo, ditemi che sto sognando.
Ditemi che stamattina non ho visto la rassegna dei giornali che parlavano "solo" di questa puttanata qua.
Ditemi che "solo" due (2) quotidiani non hanno messo la questione in prima pagina.
Per la cronaca " il manifesto" e "il fatto quotidiano"
Il primo ha commentato una grande manifestazione in Calabria contro la criminalità organizzata,
il secondo ha ricordato, come, se l'on Fini, avesse mai pestato una merda, il super nano, c'è dentro fino al collo.

Quando dicevo che viviamo in specie di limbo, dove ci nascondono la realtà, dovi ci dicono che va tutto bene, che la crisi è alle spalle, che il peggio è passato (parole e musica della Marcegaglia)
dove ci ossesionano tutti i giorni con sta cazzo di casa, quando ci sono migliaia di persone, che la casa non ce l'hanno proprio, e hanno altri problemi, un pochino più seri.

L'Italia quella vera, sta marcendo giorno dopo giorno, e questi fanno finta di niente,
mi ricorda la parabola del dito che indica la luna, e lo sciocco guarda il dito,
noi ci stiamo guardando i piedi.
Faremo la fine della Grecia, di cui ovviamente non si parla più,
i nostri comuni, dopo la manovra "correttiva", sono alla fame, e noi con loro, non ci sono più soldi per gli asili nido, per le supplenze, per gli insegnanti di sostegno, per le famiglie bisognose, per la gente, per noi.

L'altra sera ad Annozero, un operaio, ha gridato la sua rabbia, è la rabbia di tanti persone, che non ce la fanno più, è la voce dell'Italia vera, quella che soffre, che non arriva a fine mese, è l'Italia che prima o poi non urlerà più.

E allora saranno cazzi.


domenica 29 agosto 2010

Pensieri d'agosto indugiando sul balcone.

Se chiudo gli occhi, mi rivedo affacciato al balcone di Tecla al quinto piano, lascio lo sguardo vagare tra le case e il mare.

Un vento tiepido a scompigliarmi i pensieri, e un pò di leggerezza in fondo al cuore.

Non voglio riaprirli gli occhi e lascio andare i pensieri di un estate che sta passando, così.

Inevitabilmente comincio da quel 27 luglio dove in poche ore, passo da un ustione di secondo grado, al Rizzoli dove mia madre si trova ingessata tutto il braccio destro, cominciamo bene.

Il male, i disagi, i pensieri, si somma tutto, non va bene.
Non è estate, non come la volevo.

Poi da Tecla, a rinsaldare un amicizia, e conoscerne altri di amici, diversi e speciali. Il mare sempre bello, il sole sempre bello, e altri posti sempre speciali.

Una settimana vola via, in fretta come sempre, come deve essere... che sia.

Poi il dolore, ancora, questa volta per Ernesto, un dolore grande, sospettato, ma non ti passa, non ancora.

Lo ricordo ancora quando per una settimana, non si mosse dal divano, e quel primo sabato di sole, andò sulla terrazza e prese un uccellino.

Poi me ne andai di casa, e rimase con mia madre, a farle compagnia, era rimasto solo lui.

Ernesto... Ogni qualvolta che me ne andavo, mi accompagnavi alla porta, e dopo tanti anni non capivi il perchè.

Adesso non mi accompagni più, e faccio ancora fatica a non vederti più.

Ciao Ernesto, rimangono quei momenti e tanti ricordi, e tanto affetto.

Finiscono qui i pensieri di un estate così.

venerdì 23 luglio 2010

Buon compleanno.

Volevo solo augurarti buon compleanno, non ho modo di sapere dove sei e se mai lo saprai, ma ci tengo e tanto.

Sono tanti anni che non sei più con noi e tanti i compleanni che non abbiamo più passato insieme;
veramente sei sempre rimasto nel mio cuore... e lì resterai finquanto non ci incontreremo ancora.

Quando te ne sei andato me ne sono fatto una ragione, ho pensato che forse gli angeli avevano bisogno di un buon arbitro e hanno scelto te.

Ma in realtà non me sono mai fatto veramente una ragione.

Auguri babbo auguri di cuore.

Tuo figlio.


mercoledì 26 maggio 2010

Riflessioni in ordine sparso.

Ci hanno detto che la crisi era ormai alle spalle, e la ripresa era già in corso.
Ci hanno detto che ne stiamo uscendo meglio degli altri paesi.
Ci hanno detto di essere ottimisti, che non bisogna preoccuparci, che va tutto bene.
Ci hanno detto che non ci saranno manovre correttive.

Ci hanno preso per il culo.

In sintesi è quello che succede in questo paese di celebrolesi che si chiama Italia.
Siamo nel bel mezzo di una crisi di portata epocale, e i nostri politici, Tutti, che cosa fanno?
Finanziano le banche, loro si che ne hanno bisogno.
Fanno lo scudo fiscale per far ritornare in Italia, QUALCHE milione di euro, sulle centinaia evasi, e amici come prima; alla faccia delle persone oneste che le tasse ( tante ) le hanno sempre pagate.
Fanno leggi di una estrema necessità, tipo l'allungamento del calendario venatorio, e la privatizzazione dell'acqua, in ultimo giusto per non farci mancare niente, la legge bavaglio, per non destabilizzare il paese, sui tanti scandali che quotidianamente succedono.

L'ho detto, l'ho scritto tante volte, siamo alla follia pura,
siamo un paese senza prospettive, che tiriamo al campare, alla meno peggio.
Siamo al "si salvi chi può" ma nessuno se ne è accorto.
Adesso ci dicono che bisogna "tirare la cinghia" che saranno "lacrime e sangue".
A questa massa di delinquenti, voglio solo dire due cose:
di lacrime non ne abbiamo più,
e il sangue l'abbiamo già dato, come come quella infermiera di Napoli, morta proprio per aver dato il suo per protesta, e morta nella più bieca indifferenza.
Vergogna, vergognatevi tutti.

Siamo in balia di incapaci, ladri, lecchini, opportunisti, falsi, puttanieri, arrichitisi sulla nostra pelle, la pelle di gente che lavora ( ancora per poco ) stanca sempre più stanca di questa situazione.
Stanca di pagare l'auto blu, e le puttane a questa gente, gli sprechi e le inefficenze, l'ingordigia di questi politici mediocri.
Persino Epifani ieri sera di è incazzato, di questa merda di "manovra correttiva" che non ci cambierà la vita, che non ci aumenterà le tasse, insomma che non ci accorgeremo di niente.
Vero. intanto tra poco ci saranno i mondiali di calcio, altra panacea per questo governo,
così intanto passerà in silenzio la legge sulle intercettazioni ( così importante ) per loro ovviamente.
Poi si arriveranno le ferie estive, e se ne parlerà a settembre, abbronzati e riposati, loro.
Ecco a settembre ci troveremo con le pezze nel culo, ma ormai sarà troppo tardi.
Adesso ci dicono, sono misure necessarie per non fare la fine della Grecia.

Giusto, in Grecia staranno molto meglio di noi.

venerdì 21 maggio 2010

Finale di Champions league

Luogo: Santiago Bernabeu, Madrid, Spagna.
Data: Domani sera.
Chi: due squadre di calcio.

Cronaca:
La tensione è alta, la febbre per questa delicatissima partita, ancora più alta, in gioco ci sono tante emozioni, e anche tanti milioni, c'è il prestigio di vincere questa coppa.
Ci sono le emozioni di migliaia e migliaia di tifoso, che con ansia aspettano questo momento.
Ci sono tifosi che questo momento non l'hanno mai vissuto, è la loro prima volta, non sanno cosa significa vivere una emozione così, e sperano alla fine della partita, di festeggiare.
Poi ci sono i media che raccontano con trepidazione, minuto dopo minuto questo evento, tutti i particolari, i pronostici, i protagonisti, il clima, qualunque cosa, perchè la gente sappia tutto quel che c'è da sapere su questa storica partita.

Poi c'è un altra partita, questa.

Luogo: Da qualche parte in Italia.
Data: Tutti i giorni.
Chi: Una famiglia italiana.

Cronaca:
La tensione è alta, la domanda è sempre quella,
arriveremo a fine mese, ce la faremo a fare quadrare i conti?
Basteranno i soldi per la scuola, la mensa, l'assicurazione della macchina, la luce. il gas. l'affitto?
Riusciremo ad avere ancora una dignità, nonostante la crisi, la paura di perdere il posto di lavoro?

Questa è la partita che tutti i giorni vivono milioni di famiglie italiane,
non ci sono televisioni, inviati speciali e non speciali, giornali ad analizzare i come e i perchè.
Non interessa a nessuno.
Non fa notizia.
Non c'è un pubblico ad appluadire, o a fischiare e inveire.
Eppure per loro è un partita importante, come una finale di champions, arrivare a fine mese, dare ai propri figli ciò che hanno bisogno, vederli felici, è la loro coppa.

Ecco domani sera, pensate anche alla NOSTRA finale di champions league, perchè una volta spente le luci dello stadio, scritto fiumi di parole, narrato tutta la cronaca, omaggiato i vincitori,
la nostra finale continua.

Tutti i giorni.

lunedì 19 aprile 2010

Il nostro anniversario

"Il nostro anniversario è tutto il calendario........" così iniziava una bellissima canzone di Modugno, e per un pò di tempo è stato così anche per noi.
Da due anni a questa parte, non è più così, il nostro anniversario è oggi.
Sono passati due anni e sembra ieri, intatti sono le foto, i ricordi, i momenti belli, le emozioni.
Grazie amore di tutto.
Sempre tuo.
Bicio.

sabato 13 marzo 2010

Una poesia.

Affacciato alla finestra, vedo scendere la neve,
bianca, candida, pura,
penso che viene a coprire le nostre debolezze, le ipocrisie, i peccati, la miseria.

E penso a quello che mi dicevi tu,
che il Signore ha creato la neve perché la gente, potesse trovare il modo di stare insieme, al caldo,
insieme, e potesse fare l'amore.
Non ci ho mai creduto, ma annuivo alle tue parole.

E penso a quando mi dicevi, che la neve sporca rimasta per terra, ti metteva tristezza,
che era colpa nostra, che era di quel colore perché contaminata dalla nostre miserie.
Lì ti ho creduto.

Affacciato alla finestra, vedo scendere la neve,
bianca, candida, pura,
e penso a quando c'eri tu,
a quando mi dicevi che quella che vedevamo era la "nostra" neve, che scendeva solo per noi, che avevamo occhi per guardare e per capire.

Adesso che non ci sei più, guardo quella neve,
scendere,

che non è più nostra.

mercoledì 3 marzo 2010

Pensieri in ordine sparso.

Non sono mai stato in Australia, dicono che è bellissima,
non so, quello che so, è che quel paese citerà alla corte internazionale Giappone e Islanda, se continueranno la sconsiderata caccia alle balene, in ogni dove, in barba ad una moratoria internazionale, per la loro tutela.
Finalmente qualcosa si muove, a livello politico, nell'indifferenza generale questo stato, non fa finta di niente.
Adesso la protesta non sarà solo di associazioni che da decenni combattono contro questa stupida, impari guerra, ma di una nazione che ha deciso di dire basta a questa barbarie.

Andiamo sempre peggio, lo dicono i dati, i conti non tornano, i capitali portati all'estero neanche.
Adesso le piazze sono sempre più piene, e le fabbriche sempre più vuote, la lista dei politici/imprenditori/malavitosi sempre più lunghe.
Tra un pò andremo a votare questa gente qua, quelli che stanno trascinando questo paese nel fango, franato, grazie ad una politica becera e ottusa.

Tra le altre puttanate, adesso vogliono, ma lo dicono piano, anzi non lo dicono proprio, modificare l'articolo 18, quello sul legittimo licenziamento dei lavoratori, così che sarà un arbitrato e non un giudice, a giudicare le controversie del lavoro, secondo "equità" e non secondo una legge.

Mi viene in mente una scena leggendaria di Alberto Sordi, mentre su un camion sorpassa una manifestazione di operai, e portandosi la mano all'avambraccio, così li apostrofa:
"Lavoratori..........Prrrrrrrrrrrrrrr."

Poi il camion si ferma, e allora si che erano cazzi suoi.
Ecco gente di merda, state attenti che anche il vostro camion non si fermi.

martedì 16 febbraio 2010

C'è poco da ridere.

Vivo in uno strano paese.

Va tutto a catafascio, e a sorridere sono sempre quelli, i politici.

L'Italia, sta letteralmente franando, sgretolando, implodendo, insomma sta andando a puttane, (per usare una vecchia espressione)!

No a puttane ci vanno loro, i politici, noi non possiamo più andarci per legge.

Stiamo sprofondando sempre più giù, nemmeno tanto lentamente, la crisi che secondo gli "esperti" quest'anno doveva finire, non finisce, ma come, c'erano "segnali forti di ripresa, ne usciremo meglio degli altri paesi" parole e musica, dei nostri politicanti, che infatti adesso si guardano bene dal parlarne, indaffarati come sono a difendere i colleghi accusati di tangenti, tanto per cambiare.

Intere regioni sono in mano al malaffare politico/mafioso, intere industrie chiudono, intere famiglie sono in mezzo alla strada, i giovani resteranno, ormai l'hanno capito, precari tutta la vita, mentre il nano2 li vorrebbe fuori di casa per legge a diciotto anni, sotto un ponte, presumo, ma in linea con gli altri paesi europei.

L'unica cosa che sale è il debito pubblico, tra i più alti del mondo, e poi dicono che non eccelliamo in qualcosa.

Giustizia, Sanità, Scuola pubblica sono alla deriva, pardon, sempre più alla deriva.

E' stato certificato che i reati di corruzione, nell'ultimo anno sono TRIPLICATI, che, per il ponte di Messina, ancora prima di essere costruito, sono già aumentati i costi, e via dicendo.

Insomma c'è poco da ridere, e invece c'è chi trova da ridere, quando saputo del terremoto in Abruzzo si sfregava le mani pensando agli appalti per la ricostruzione.

Rideva, la gente moriva, soffriva, vedeva la propria vita cambiata per sempre, e questi pezzi di merda, ridevano.

Lo so è sempre stato così, laddove ci sono delle disgrazie, ci sono interessi, speculazioni, ma per piacere, la prossima volta, andate a fare in culo!

Adesso rimane sono un dubbio, un tarlo, in tutto questo bel quadretto...

Chi vincerà il Festival di San remo?

giovedì 31 dicembre 2009

Pensieri (in ordine sparso) di un anno che sta per finire

Ci siamo ancore qualche ora, e saluteremo questo anno che sta per finire, in questa occasione penso o meglio ripenso, che cosa rimane di quest'anno.

Poco, molto poco.

Rimangono i tradimenti, le delusioni, le amarezze.

Penso a un domani sempre più difficile e se sarò all'altezza di fronteggiare le nuove sfide.
Agli errori, alle volte che ho riso, che ho sofferto e ho fatto soffrire.
Alle volte che mi sono emozionato.
Alle volte che mi sono sentito vivo.

Poi rimangono le immagini, che maggiormente mi hanno colpito.
La gente esasperata che scende in piazza, incazzata, fotografia di un paese reale, di un paese allo sbando e allo stremo, che sta trovando la forza di reagire a questo incubo quotidiano.
Come il popolo Iraniano, mani, cuori, visi contro i fucili, e i carri armati, e infatti si fanno uccidere per un futuro, da donne e uomini liberi davvero.

Rimangono i morti sul lavoro, eroi dimenticati, sempre e comunque.
Rimangono i ragazzi che nei mari gelidi sfidano le baleniere per salvare i più grandi mammiferi della terra, e far capire al mondo addormentato, la follia in cui ci stiamo cacciando.


E poi le delusioni di chi deve decidere e non decide niente, non decidono di sfamare milioni di persone, non decidono di salvare un pianeta, che sta morendo, e noi con lui.
Generazioni future, sono cazzi vostri, noi morti lo siamo già da tempo, morti dentro, e neanche ce ne siamo accorti.

Lo dico da tempo immemore, stiamo andando verso la follia, una follia collettiva, dove la prima vittima è il buon senso, la logica, il rispetto, infatti il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Scendiamo allegramente verso gli inferi, tanto ci rassicurano, che va tutto bene, si per loro, per noi poveri mortali, c'è poco da stare allegri.

I poveri sono sempre più poveri e i ricchi sono sempre più ricchi, questo sta già portando
( giustamente) a tensioni anche forti, mentre loro, di fronte al disagio, ci dicono di abbassare i toni. Giusto, vai a dirlo a chi non arriva a metà del mese, di abbassare i toni.

Mi fa schifo questo falso perbenismo, buonismo, la realtà è un altra ma ce la nascondono dietro polemiche da due lire, e un informazione succube del potere.
Ma qualcosa si muove, piano piano, lento e spero inesorabile, verso una nuova liberazione, spero solo che non sia troppo tardi.

Penso a quelli che ci hanno lasciato, e che si vanno ad aggiungere a chi non abbiamo mai dimenticato.

Penso a quello che poteva essere e non è stato.

Penso che sono stanco, a chi è davvero sfortunato, agli ultimi, ai penultimi e terzultimi,
penso che dovrei essere migliore, e che c'è ancora tanto da fare, tanto amore da dare.

Da domani non è tempo di pensare ma di fare.


venerdì 11 dicembre 2009

Il colore viola.

Doveva accadere, è successo.

Finalmente una parte della popolazione italiana, si è rotta i coglioni del supernano, e del suo fallimentare governo, ed è scesa in piazza a dire basta, a questa pantomima quotidiana, di un governo che ha fallito, e sopratutto sta facendo fallire l'Italia e i suoi cittadini.

Sono gente comune, che in comune ha il desiderio di un paese normale, dove sia normale arrivare a fine mese, avere un posto fisso, e invece ce lo paventano come un priviligio solo per pochi.

Bene che siano precari anche i nostri parlamentari, che da anni stazionano lì, a legiferare leggi che fanno comodo solo a pochi, e non alla maggioranza della popolazione.

Tanti, pochi, non importa, ci sono, e sono stanchi, stanchi e incazzati, sono vivi,
cazzo vivi, e liberi di esprimere il loro dissenso, verso una politica che non li rappresenta più, da un governo di servi e di una opposizione che non oppone niente, e allora, scendono in piazza, si danno appuntamento su internet, e decidono il posto e l'ora.

Grandi, Grandissimi, gente che pensa, che si muove, che non ha paura.
Sono il popolo viola, ma sono gente di tutti i colori che non ha colore, che ha sogni, e speranze, che grida la sua rabbia, la sua disperazione.

Sono con voi, gente di ogni età, liberi pensatori, c'è da liberare l'Italia, da questi malfattori, non ce lo permetteranno, già lo sapete, ma almeno ci proviamo.

Notizia marginale sul giornale, "condannato a seimila euro per aver picchiato il suo cane" male, solo seimila euro, e la galera?
Dimenticavo in galera ci vanno solo gli sfigati, quando non finiscono ammazzati.

In ultimo un saluto.
Ciao Don Franco,
mi dicesti che sono stato uno dei primi bambini, che hai battezzato, e che strillavo come un ossesso.
Sapevi bene come la pensavo, e in chiesa mi hai visto poche volte, ma la mia porta, per te, era sempre aperta, e tu sempre il benvenuto.
La morte non ti ha colto impreparato, adesso forse sei al cospetto di quel Dio, che così bene hai servito.

lunedì 26 ottobre 2009

Ancora pensieri di Ottobre.

Allora andiamo con ordine.

Pomeriggio sul divano, deve essere destino se transito su canale cinque, parlano del caso, di quella ragazza sedicenne, violentata dal branco di "bravi ragazzi" e che un paese intero, difende.
Brutta storia.
C'è l'inviata in loco e in studio ospiti vari, no c'è pure Sgarbi seduto sopra una sedia di giudice di tennis, non ci credo.
L'inviata conferma il clima ostile, nei confronti della ragazzina, giudicata dal paese tutto, "una poco di buono", ovviamente il termine è un altro.
Sembra di essere nel medio evo, uomini e donne che si scagliano contro l'unica donna, che apertamente difende la ragazzina.
In studio, si scatena il dibattito, sento cose di una certa ovvietà, e cose sensate.

Poi tocca a Sgarbi, comincia alla grande, vorrebbe la pena di morte per chi stupra bambini;
non mi sento bene, sono d'accordo con lui, credo che non sia mai successo, poi dice una serie di sciocchezze e chiude con un altra considerazione che trovo molto sensata.
Forse sto davvero invecchiando.
Finisce il dibattito e penso che questo paese, invece di progredire, sta regredendo.
Fatti come questo, a parte che non dovrebbero neanche accadere, ma ANCORA pensare che se una ragazza viene violentata, se l'è cercata, Bhè dobbiamo seriamente pensare che non siamo un paese civile.
Cambio canale, schifato.

Interno sera, sono davanti al pc, accendo la tv, metto su raitre, tra poco dovrebbe esserci la Litizzetto, che adoro.
Davanti a Fazio, siede un signore, sulla cinquantina, dai modi garbati ma decisi, non lo conosco.
Faccio altre cose, ma sento le parole di quell'uomo che parla di mafia, è un magistrato, di quelli con i coglioni, di quelli in prima fila.
Adesso il video ha anche i miei occhi e non solo l'udito.
Parla di mafia, di come funziona, di uno stato che non c'è, parla pacatamente di una politica assente, che non vuole una giustizia libera e forte, che non vuole una scuola moderna, di leggi che invece di aiutare a contrastare questo cancro, vanno nella direzione opposta.
Penso al coraggio di quell'uomo, della sua politica, del fare e non delle parole, e di quanto siano gravi le cose che sta dicendo.
Infatti vive sotto scorta da tanti anni.
Penso, adesso sai le polemiche, parole forti, dette da chi la mafia sa davvero che cosa sia, e non parla tanto per parlare.
E invece niente, come se nulla fosse successo; arrivederci e grazie, un applauso e cala il sipario, noi ai programmi della sera, lui alla sua scorta.
Ad un uomo così, vorrei stringere la mano.

In ultimo, Confindustria dice che il posto fisso, ormai è superato. Bene.
Adesso l'articolo 1 della costituzione cita così: " L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, precario, quando c'è"



mercoledì 14 ottobre 2009

Pensieri brevi

Ci sono cose, che nella loro straordinaria rappresentazione, capitano nei momenti più inusuali di un momento.
Nel quotidiano.
Qualche giorno fa ero in un negozio specializzato nell'alimentazione di cani e gatti, vagavo per le corsie, per arrivare allo scaffale del mangime dei gatti.
Poi la mia attenzione, viene attirata da due occhi grandi, scuri, quasi timorosi.
Definire un cane, quel batuffolo di peli di non so quanti etti, mi sembra troppo.
Piccolo piccolo, che stava quasi in una sola mano del suo padrone, mentre sceglieva un guinzaglio.
Mani ossute e consumate, piccolo piccolo anche lui, anziano.
Poi li ho rincontrati, poco più in là, questa volta dovevano scegliere un cappottino, per il piccino.
Non potevi non intenerirti, quei occhi grandi in un cespuglio di pelo, con l'uomo che lo teneva stretto, quasi avesse paura che cadesse, e che lo baciava.
Stretti, il futuro l'uno e il passato l'altro.
Stretti vicini a vivere il presente.

giovedì 8 ottobre 2009

Impressioni di Ottobre.

Sono pervaso da impressioni, impressioni brutte, molto brutte.
Provo un senso di tristezza profonda, un senso di impotenza.
Provo a rassegnarmi allo squallore dell'animo umano, provo a farmene una ragione, e non ci riesco.

Dovrei affacciarmi alla finestra e godermi questo strano sole di ottobre, ma il sole non lo vedo, vedo nubi all'orizzonte sempre più grandi, sempre più nere.
Ho l'impressione di vivere in un paese oppresso, dove la libertà sia un concetto astratto, dove ci prendono per il culo dicendoci che la crisi è finita, che va tutto bene.
Non è vero, non è vero niente.
Vivo in un paese dove niente è reale, vivo in una specie di teatro, dove si recita a soggetto, dove gli attori recitano una parte per tenerci buoni, mentre va tutto a catafascio.
Ho l'impressione che succederà qualcosa di brutto, che la rabbia della gente, sfocerà in tensioni sociali, quando i nodi verranno al pettine.
Quando questo teatrino messo in piedi dai nostri politici, crollerà, la gente con le pezze nel culo, andrà a chiederne conto, di tutte le malefatte.
Ci sarà da ridere.

Ancora, adesso si piangono i morti di una catastrofe in Sicilia.
Ennesime vittime di ennesimi sbagli, che come al solito nessuno pagherà.
Questo è l'emblema di una paese che sta letteralmente franando, sotto ogni aspetto, politico, sociale, ambientale, morale, si sta sgretolando tutto.
Anche abbastanza in fretta.
Circa un anno fa, da questo Blog, avevo fatto delle "previsioni" come un moderno e profano Nostradamus.
Purtroppo, non mi sono sbagliato di molto, anzi, la cementificazione selvaggia, ha portato a tragedie come quella di Messina, e altre ne porterà.
Scuole e ospedali sono allo sbando, tagli e malaffare, nelle scuole non si insegna, manca tutto, negli ospedali, invece di guarire si muore.
Una classe politica mediocre, genera leggi inadeguate, miseria e malessere.
Una giustizia non giusta, genera malessere.
Una informazione non libera genera malessere.

Ho l'impressione che la resa dei conti si avvicini.

In ultimo un pensiero.
Circa un anno fa, Lilly ci lasciavi, ecco, volevo solo dirti che ci manchi da morire.

venerdì 28 agosto 2009

Pensieri d'agosto.

" L'estate sta finendo e un anno se ne va......." cominciava così una vecchia canzone, che ha accompagnato una estate di tanti anni fa.

Sta finendo agosto, e nell'immaginario generale, con questo mese finisce l'estate.
Agosto è stato per anni il mese più agognato, sognato tutto l'anno, contare i giorni che mi separavano dalle sospirate vacanze e dall'adorato mare.
Adesso non è più così, si ci sono le ferie estive, ma anche gli incendi boschivi che tutti gli anni flagellano i nostri boschi;
il fenomeno degli animali domestici, che ad agosto diventano di troppo, nella testa di cazzo di gente di merda, scusate non volevo offendere la merda.

Agosto
ha perso quella poesia, quella spensieratezza, che apparteneva all'adolescenza, come è giusto che sia.
Adesso, dopo averci frantumato i coglioni con il calcio estivo, il caldo ( ma và ) gli esodi e i contro esodi, le storielle vere e presunte dei vip, si sono accorti che sta arrivando Settembre, e con lui tutti i problemi relativi a questa crisi che, molti si affrettano a dire che è passata.
Adesso e solo adesso si accorgono che nel nostro paese, poco si è fatto, e che a pagare saranno sempre gli stessi.
L'autunno, a secondo dei schieramenti sarà caldo o freddo, ma al di là delle variazioni climatiche, temo che saranno tempi duri, per tutti.
Adesso ci raccontano che "forse" tutto si sistemerà nell'anno a venire, peccato che a fare queste previsioni, siano gli stessi che questa crisi l'hanno generata.
Prevedo, a occhio e croce tempi difficili, a tutti i livelli, e mentre la gente non arriva a metà mese, i nostri politici, rendondosi conto di non aver fatto niente di concreto, continueranno a litigare tra loro, rimpallandosi le colpe, e accuse.

Teniamoci forte, Settembre sta arrivando.

sabato 25 luglio 2009

Povero paese mio

Italiano non mi sento più da tanto tempo, quando una sera di luglio di tanti, troppi anni fa, l'urlo di Tardelli era il mio urlo, la sua gioia era la mia gioia.
Poi il tricolore è lentamente sbiadito, scolorito, come un capo di bassa qualità, dopo qualche lavaggio in lavatrice, fine a diventare un lenzuolo bianco.
Quel tricolore non mi appartiene più, sfiduciato, da chi dovrebbe rappresentarmi, e non mi rappresenta più, da tanto, troppo tempo.

Perché dovrei sentirmi orgoglioso di essere Italiano?
Quando chi ci governa, pensa solo ad ingrassare e non a fare l'interesse di tutti, soprattuto degli ultimi, i deboli, quando chi ci rappresenta, ci proibisce di andare a puttane, mentre lui le accoglie
a casa sua.
Che fantastica storia è la vita.

Povero paese mio,
Sbeffeggiato, dal mondo intero.
Umiliato, quando i tuoi figli sono costretti ad emigrare ancora una volta per lavorare.
Sfregiato, nel suolo, nella dignità, nell'anima di chi tutti i giorni sopravvive, sperando in un domani migliore, che migliore non è mai.
Consumato dagli incendi, dai saccheggi urbanistici, da interessi mafiosi, dalla sete di soldi e potere.

Povero paese mio, che vede uccisi i propri figli, dai nuovi barbari, sbranati dalle bestie a due zampe, uccisi dal lavoro, e dal non lavoro, uccisi dalla disperazione del quotidiano, che è sempre più tetro; da una giustizia che non c'è e non potrà mai esserci, uccisa anch'essa dalla ingorgidia e dalla stupidità.

Buonanotte Italia, riposa serena, in questa notte di mezza estate.
Sogna se puoi un futuro migliore.

Io sogni, non ne ho più.

venerdì 17 luglio 2009

No all'abbandono

Una breve sosta prima d'imboccare l'autostrada, la portiera si apre per un solo momento. L'automobile riparte incurante di quella piccola vita importantissima che si lascia alle spalle. Un amico tradito e lasciato solo in cambio di una settimana al mare. Una scena vista e rivista, troppe volte. Ma quante?

Secondo le statistiche, in Italia vengono abbandonati ogni anno 150.000 cani, di cui 40.000 nel periodo estivo. 200.000 sono invece i gatti che ogni anno vengono abbandonati al loro destino.

Perchè? Per passare una settimana ad Ibiza o per godersi in pace il sole di Sharm? L'amore per un amico, un compagno, un marito o moglie è incondizionato e dura 365 giorni l'anno. 52 settimane l'anno. Perchè l'amore per il nostro amico domestico deve durare solo 50 settimane? Lui ci ama tutti i giorni dell'anno! Natale e Ferragosto compresi.

Se ami gli animali, lo fai 12 mesi, 52 settimane, 365 giorni. Non solo quando sei libero o ne hai voglia. Diciamo NO all'abbandono degli animali. Hai mai pensato come ci staresti male se loro abbandonassero te?


Unisciti a noi!
Diciamo no a questa barbarie. Vuoi sostenerci nell'iniziativa? Preleva uno dei banner qui sotto e linka questa pagina sul tuo sito!
Una volta che avrai inserito il collegamento, verrai inserito tra i siti che promuovono No all'abbandono. Il nostro scopo è diffondere questo messaggio, aiutaci, insieme possiamo farcela!

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venerdì 10 luglio 2009

I nuovi eroi

Ancora una ferita, una tragedia, ancora morti, sofferenza, feriti, paura.
Forse si poteva evitare, forse no, adesso non cambia nulla.

Nel dramma, di Viareggio, come in tante altre situazioni simili, in mezzo all'inferno, ci sono degli eroi, angeli per alcuni, che in quei momenti hanno fatto la differenza, salvato vite.
Sono persone comuni, non volano non hanno super poteri, hanno coraggio, cuore, un anima.

Il primo pensiero, va a quel capostazione, che avvedendosi della tragedia in corso, il suo primo pensiero è stato, a minuti arriverà dritto in quell'inferno, un treno passeggeri.
Ha fatto di tutto perchè quel treno ignaro, non giungesse in stazione, evitando una strage ancora più grande, di quello che è stato.
Poi si è prodigato per dirottare altri treni, e dare una mano nelle operazioni di soccorso.
Poi ancora loro, i vigili del fuoco, ancora in prima fila contro il nemico di sempre, questa volta enorme, immane.

Cuori, mani, anime, per salvare altri cuori, altre mani, altre anime.
Non sono famosi, non lo saranno mai, il nome di quel capostazione, l'ho visto solo in un quotidiano.

Il secondo pensiero, va a quel cane, della protezione civile, credo, che davanti ad una casa crollata, ha trovato un bimbo ancora vivo sotto quel che rimaneva della sua casa, salvandogli la vita.
Ecco i nuovi eroi sono loro, gente comune, che la divisa sia bianca, o rossa, con un casco, una mascherina, gente comune, come noi.

Un pensiero anche a chi si occupa dei meno fortunati, medici, volontari, che dovunque, senza clamore, donano un sorriso dove si soffre, cuori, occhi, anime, a due o quattro zampe.

Alle persone, anonime che non compaiono mai, ma sappiamo che, per fortuna ci sono e ci saranno, va il mio personale ringraziamento.


In ultimo un saluto.
Ciao Flonder, ci hai fatto compagnia per tanti anni, adesso forse puoi tornare a giocare con la tua amica Lilly.
Ci mancherai.

giovedì 25 giugno 2009

Discesa agli inferi parte seconda

Che l'essere umano sia mal riuscito dalle mani di chissà quale divinità, mi pare sia una cosa già largamente appurata.

Purtroppo non passa giorno che riesca ancora a stupirmi, ovviamente in peggio;
si uccide ancora per gelosia, per stupidità, per ignoranza, per crudeltà, per noia.
La cronaca nera è sempre più nera, rossa come il sangue di tanti innocenti.
Sangue quotidiano, singolare, perché poi, c'è la follia collettiva, quello che sta succedendo in Iran, è follia.

Gente inerme che scende in piazza, per rivendicare giustizia, giustizia che non gli è dovuta, visto che gli sparano addosso, quando non li massacrano brutalmente.
Un film già visto, in mezzo mondo; terribile, ma in qualche modo ci siamo già abituati a tutto, tanto dopo c'è la partita, il programma che ci piace tanto, e i morti e i feriti, non tornano più se non nell'edizione della sera, ma a quell'ora abbiamo sonno, e buonanotte al secchio.
Poi mica accadono qua, non so neanche dove sono quei paesi, e se li massacrano un motivo ci sarà.

Vero, nel nostro "amato" paese, non succede mai niente, fateci caso, si qualche morto ammazzato, qualche morto sul lavoro, ma sono in diminuzione, ci dicono, troppi dico io, ma niente di niente.
Siamo il paese del sole, cuore, amore.
Se fossimo una favola, saremmo "la bella addormentata nel bosco" nulla ci turba, ci sveglia dal torpore generale, inebetiti, dal grande fratello TV, rincoglioniti da TG asserviti al potere, non sappiamo pensare con la nostra testa, pensano altri per noi.
E infatti stiamo andando allegramente a puttane, no a puttane ci va qualcun altro, noi non potremmo andarci più, abbiamo il debito pubblico tra i più alti del mondo, ma che sarà mai, l'estate è alla porte, e vuoi intristirci con queste puttanate?
Noi i morti per le strade gli abbiamo dimenticati tanti anni fa, ci siamo dimenticati cosa vuol dire lottare per un ideale, adesso si scende in piazza solo quando la nazionale vince il mondiale.

In altri paesi "Vivi" la gente muore per un ideale, si fa massacrare per la libertà, non ha paura, hanno le palle, urlano la loro rabbia; mani, cuori, anime, facce contro fucili, manganelli, autoblindo.

"Noi" vivi non lo siamo più da un pezzo, la nostra rabbia se c'è, non si vede, ammazziamo gli indifesi, vecchi, donne, bambini, picchiamo i gay, quelli di colore, i barboni; facciamo i grandi contro i pigmei.

La discesa agli inferi, continua.

mercoledì 20 maggio 2009

Proposta di legge.

La caccia mi sta sul cazzo.
I cacciatori mi stanno sul cazzo.
Se il concetto non è del tutto chiaro, fatemelo sapere.

Oggi partiamo da qui, perchè, in parlamento la Lega Nord, ha presentato ieri un decreto per "liberalizzare" la caccia, nel senso che si può sparare a tutti e tutto, sempre e comunque, alla faccia della comunità europea, che regolarmente, condanna l'Italia, per le sue norme da terzo mondo.
Tra le altre cose, questi "signori" vorrebbero dare una doppietta (dicasi arma, arma uguale morte)
ai sedicenni.
Meraviglioso, già adesso, si ammazzano così, con i coltelli, (lo accennavo nell'ultimo post) figurarsi con un fucile tra le mani; sai che ridere, immaginate la scena.
"ti ho visto parlare con la mia ragazza, non va bene" va a casa prende il "suo" fucile, e ammazza il rivale in amore, o il compagno rompicoglioni, o il prof, per un brutto voto.
Avremmo un Far West, senza precedenti.

Pensieri in ordine sparso; la caccia nasce con l'uomo all'alba dei tempi, come forma di sopravvivenza, e allora aveva un senso.
Oggi lo chiamano sport.
Ammazzare, fagiani, lepri, uccellini, qualunqua cosa corra e vola, lo chiamano sport!
Dimenticavo, in fondo i veri ambientalisti sono loro, che vanno i fine settimana per la campagna, a liberarci di questi fastidiosi animali rompicoglioni.
A un mio collega, questi signori, hanno regalato un tatuaggio, a pochi centimetri dai "gioielli di famiglia" in fondo era solo in aperta campagna, tranquillo, per i cavoli suoi, solo pochi centimetri più in là e avremmo avuto un novello Farinelli.
Ovviamente, per la cronaca, nessuno è venuto a reclamare la non consueta preda.
In vita mia ho conosciuto dei cacciatori, con cui spesso ho avuto un vivace scambio di opinioni.
Ho uno zio, a cui voglio un bene dell'anima, che si professava cacciatore; spesso mi mostrava orgoglioso, il suo armamentario.
I suoi racconti di campestri imprese, per lo più mi facevano sorridere, in virtù del fatto, che sotto casa sua, stazionano tuttora ben tre rosticcerie, da cui secondo me, si riforniva al ritorno da improbabili tuor venatori.
Con un altro collega, indefesso cacciatore, ce ne siamo dette di tutti i colori; a lui rimproveravo il fatto che, essendo giovane, avrebbe dovuto andare a caccia di "passerine" invece di fagiani, e che per quel tipo di caccia, non occorreva il fucile, aveva provveduto già, la natura, a fornirci tutto l'occorrente.

In sostanza, uccidere non è mai uno sport, un hobby, è solo una forma di frustazione, di rivalsa verso chi non può difendersi, dalla stupidità umana.
Anni fa, vagavo per la mia ancora bella Bologna, in una vetrina di un oreficieria del centro, vedo esposti, in bel ordine, una serie di animali, in cristallo, con la dicitura " non sparare".
Alla fine della vetrina, un cartello diceva " non sparare, potresti spezzare una vita migliore della tua"
Ecco in questa frase c'è tutto il senso del mio pensiero.

Passiamo adesso ad una personalissima proposta di legge in merito alla caccia.
Propongo sia consentita la caccia, a pallettoni grossi, alle seguenti categorie:
  • Pedofili
  • Stupratori
  • Sfruttatori di esseri umani.
  • Politici a qualunque livello, che rubano e hanno rubato, occultano e hanno occultato, che tacciano o hanno taciuto, sui misfatti del nostro paese.
  • Tutti coloro che uccidono dipendenti, sul posto di lavoro, per risparmiare poche lire.
  • Medici che si sono arrichiti con operazioni false, o che hanno sbagliato in virtù delle loro incapacità, e non si sono mai sognati di chiedere scusa.
  • Vivizionisti, spacciati per scienzati, che sanno bene che, esseri umani e animali sono profondamente diversi, e i loro studi, servono solo a prendere soldi.
  • Mafiosi, camorristi, e quant'altro.
  • Coloro che ammazzano i cuccioli di foca, balene, gli animali da pelliccia e quant'altro.
  • Coloro che ci ammazzano, mettendo coloranti, pesticidi, conservanti, e quant'altro nel cibo che mangiano tutti i giorni, sempre in nome del dio denaro.
  • Coloro che vigliaccamente mettono bombe, per rivendicare un ideale.
  • Coloro che si mettono al volante, ubriachi, drogati, sballati, e ammazzano qualcuno, che passava di lì.
  • Corrotti e corruttori.
  • Coloro, che per noia, danno fuoco ai barboni, buttano sassi dai cavalcavia, ammazzano i più deboli, perchè loro sono giovani e forti.
  • Coloro i quali, non rispettano le opinioni altrui.
  • Dittatori, di ogni sorta e latitudine.


  • Gli stronzi in generale.




lunedì 18 maggio 2009

Ancora pensieri di maggio

Abbiamo gli stipendi più bassi d'Europa, di circa il 17 % buonasera.
Cominciamo bene.

Viviamo in un paese, dove va tutto bene, la crisi neanche si avverte, il terremoto, già superato,
i soldi per la ricostruzione? si troveranno, tanto adesso viene caldo e vuoi mettere stare in tenda, tutti insieme.

Siamo il paese del sorriso, dove se c'è qualcosa che non va, è colpa dei media e dell'opposizione; le parole sono del presidente del consiglio, anche il sorriso è il suo, l'unico a sorridere in Italia è lui.
Intanto si continua a morire sul lavoro, gli operai della Thyssen che hanno "osato" costituirsi parte civile, sono stati licenziati, ovviamente senza clamore alcuno, in perfetto stile omertà, tanto siamo abituati, meglio parlare del "papipresidente" e altre puttanate di varie natura.
In tempi di crisi (ma allora c'è) è legittimo allentare i controlli sulla sicurezza, tanto nei cantieri, nelle fabbriche, nei luoghi a rischio, dove la gente ci va a lavorare mica in vacanza, mica ci vanno gli ispettori, i politici.

Ancora, studenti picchiati a Torino, cavolo volete, come osate tirare uova e palloncini d'acqua, a forze dell'ordine, in tenuta anti sommossa, eversivi e violenti.
Ancora Torino, incidenti alla manifestazione indetta dai sindacati, sicuramente deprecabile, ma è un segno dei tempi, il malessere esiste, c'è, la gente è incazzata, stanca, l'unico a sorridere in Italia è sempre e solo lui.
Male, malissimo.

Chiudiamo alla grande.
Parliamo di minorenni, di una generazione violenta, bruciata, armata.
Sono figli di una generazione che ha perso i valori che i loro genitori gli hanno insegnato.
La famiglia, non educa più, educa la televisione, e questo spiega molte cose.
Male, malissimo.
Minorenni, annoiati, violenti, che accoltellano, per uno sguardo di troppo, per ogni sciocchezza.
Ma quei genitori dove sono, cosa gli hanno insegnato?

In ultimo un pensiero, dei bambini, o poco più grandi hanno seviziato e ucciso un cane.
Ovviamente gli altri hanno ripreso il tutto e messo su internet.
A quei bambini\bastardi, vorrei solo dire, la prossima volta che non sapete cosa fare, andate in un canile, andate a vedere come vivono esseri molto ma molto migliori di voi, guardate i loro occhi da vicino, accarazzatene uno, guardate l'amore che sanno dare, cosa che voi, inspiegabilmente non avete in quella testa di cazzo che vi trovate.
Ascoltate le storie, di chi li accudisce con amore, sacrifici, tutti i giorni, con la pioggia e con il sole, senza per questo finire su You Tube, gente normale, che tanto amore ha e tanto ne riceve, e ha capito da tempo, chi è la vera razza superiore.

Gli animali.






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